Vi ricordate quando il nostro attuale presidente del Consiglio era governatore della BCE e pronunciò la ormai famosa frase “Whatever it takes”? Se volete potete trovare su wikipedia i dettagli ed il contesto in cui fu pronunciata quella frase che qui vi riassumo per facilità:

«Whatever it takes» (in italiano “Tutto ciò che è necessario” o anche “Costi quel che costi”) è una famosa frase in lingua inglese che il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi pronunciò il 26 luglio 2012, nell’ambito della crisi del debito sovrano europeo, per indicare che la BCE avrebbe fatto appunto “tutto il necessario” per salvare l’euro da eventuali processi di speculazione. La frase fu pronunciata all’interno di un discorso tenuto da Draghi alla Global Investment Conference di Londra, un forum di investitori e dirigenti d’azienda. La locuzione divenne celebre e fu poi spesso ripresa in molti discorsi, sul ruolo delle banche centrali e quello della BCE nell’evitare il riacutizzarsi di una crisi. È considerata un simbolo della presidenza di Draghi e in generale della politica economica degli anni successivi a sostegno dei paesi dell’eurozona.

per farla breve, nel 2012, la Banca Centrale Europea (BCE) si pose come proponente del risanamento dell’economia comunitaria, attraverso il Programma Outright Monetary Transactions (OMT) con il quale si impegnava ad acquistare sul mercato secondario obbligazioni sovrane. L’introduzione dell’OMT fu vista come il vero punto di svolta nella crisi del debito sovrano. Nel 2015 il programma OMT confluì nel programma Public Sector Purchase Programme (PSPP) definito anche Quantitative Easing Europeo (QE). Le principali novità di questo programma rispetto il programma OMT riguardano la possibilità in capo la BCE di acquistare anche portafogli di attività private, in particolare ABS e covered bond. Attraverso il QE la Banca Centrale creava nuovo denaro per acquistare programmaticamente titoli finanziari attraverso operazioni di mercato aperto con il proposito di immettere liquidità nel sistema.

I principali obiettivi che il QE si poneva erano:

  • notevole abbassamento dei tassi di interesse per permettere alle banche commerciali un basso costo sulla liquidità, con conseguente abbassamento dei tassi di interesse su mutui e prestiti erogati ad imprese e famiglie
  • generare un maggior tasso di inflazione, e stabilizzarlo intorno al 2%;
  • svalutazione della moneta, per consentire una maggior competitività dei beni di esportazione.

ed in effetti la svalutazione ci fu e basta vedere il grafico EUR/USD (Euro contro Dollaro per verificarlo):

Infatti i mercati speculativi, molto sensibili a questo tipo di manovre, approfittarono subito della ghiotta occasione di guadagno shortando EUR/USD con le conseguenze che si possono vedere.

Ma anche se è vero che svalutazione (rapporto fra una moneta ed un’ altra) e inflazione (variazione del potere d’acquisto domestico della moneta) sono due cose non strettamente legate (e questo ve lo può dire qualsiasi economista) è altrettanto vero che praticamente tutte le teorie monetarie prevedono che se immetti troppa moneta sul mercato la stessa non può che inflazionare.

Non solo: ci stanno riempiendo la testa da SECOLI con la bufala (perché di bufala si tratta) che se il Denaro lo emette lo Stato arriva l’inflazione galoppante riportando sempre esempi storici dove l’inflazione si è alzata perché lo Stato ne emetteva troppa e non per il solo fatto che era lo Stato ad emetterla. (torneremo su questi esempio Storici: ora non lo faccio per non dilungarmi troppo).

Allora come mai nello stesso periodo in cui (a dire della BCE) veniva immessa questa grande liquidità sul mercato che ha di fatto comportato la svalutazione dell’EURO l’inflazione al contrario non solo non saliva ma tendeva a scendere?

Bene: la risposta è talmente semplice da risultare quasi banale:

Perché di tutti gli enormi capitali immessi sul mercato all’economia reale ne è finita una minima parte, e le azioni acquistate dalla BCE sono alla fine servite ai vari istituti a mero scopo speculativo visto che alle imprese non è finito quasi nulla, e questo spiega benissimo perché l’Euro è svalutato ma (almeno localmente) non si è inflazionato.

Ed ecco perché la storia non torna, e questo articolo serve a far pensare a cosa sta accadendo oggi: come mai l’economia reale è tracollata ma gli indici di borsa continuano a salire? (nell’esempio uno per tutti: S&P 500 indice delle principali 500 aziende USA) :

Perché ora come allora tutte le risorse messe in circolo dalle banche centrali si fermano negli investimenti speculativi e non raggiungono (o raggiungono in minima parte) l’economia reale.

Ma la salita non sarà eterna: ci aspettano soprese. E non dovremo neppure aspettare molto.

Davide Carlo Serra

Davide Serra

Di Davide Serra

Presidente di Sovranità Italiana

Un pensiero su “Una storia che non torna”
  1. Analisi a dir poco eccelsa e di una semplicità elementare che l’amico Carlo con la sua preparazione e l’amore che traspare dal suo incessante impegno e dedizione che pone come obiettivo di farci aprire gli occhi e permettere a tutti i cittadini italiani di comprendere il criminale piano di un sistema politico che si muove in ogni parte del suo operato in un diabolico e aimé illusionistico strumento che ha erroneamente convinto che avrebbe provveduto a minare le complesse motivazioni che hanno generato questa crisi economica sociale culturale e per ultimo sanitaria in favore della popolazione globale.
    In realtà non eravamo noi popolo da macello i beneficiari, ma in realtà tutto il mondo della finanza massonica e criminale che tira i fili di ogni nostro quotidiano, con effetti devastanti e distruttivi per noi e le generazioni future.
    Unna totale operazione che definire pari a i crimini di guerra mondiale perpetrati dai nazisti,dai comunisti ecc ecc, sarebbe un eresia mostruosa.
    Questo è molto ma molto peggio.

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