Avrebbe avuto 60 anni il 24 maggio di quest’anno Ilaria Alpi. La giornalista trentenne assassinata in Somalia, all’epoca terra di nessuno sconvolta dalla guerra civile. Somalia, orgoglio del colonialismo italiano, che benché ne dicano i detrattori, era basato sull’investimento da parte dello stato italiano sul territorio somalo e non con la sottrazione come altre colonie straniere facevano a quel tempo.
Meravigliosamente bella la Somalia grazie agli italiani e i somali che attraverso ciò che avevano costruito, sembrava quasi di trovarsi in un’altra Italia.
Splendore distrutto per la maggior parte dalla guerra civile iniziata nel 1991 e susseguitasi per altri nove anni.
Ilaria era una giornalista “sociale” che parlava e intervistava la gente del posto come fosse una di loro. Trasmetteva la realtà degli avvenimenti con le immagini e la sua voce. Aveva a cuore i problemi delle donne come l’orrenda pratica dell’infibulazione, ma non solo questo.
Amante di quella terra e conoscente delle tradizioni e della lingua araba si sentiva parte di essa a tal punto di trovarsi spesso in luoghi dove altri giornalisti “più stranieri” non potevano andare.
Il 20 marzo del 1996 Ilaria viene barbaramente assassinata a Mogadiscio insieme al suo operatore Miran Hrovatin, mentre si stavano recando in un luogo a lei comunicatogli attraverso una telefonata. Dalla dinamica dell’assalto salta all’evidenza che non si è trattato di rapina o presunto rapimento andato male, ma di una vera e propria imboscata ed esecuzione.
L’ambasciatore italiano non arrivò mai sul luogo del delitto, e ci furono vari depistaggi proponendo teorie assurde che non stanno in piedi.
L’ipotesi purtroppo non ancora provata ma più credibile è che Il suo giornalismo di cronaca e inchiesta, l’aveva portata a scoprire uno scenario scomodo fatto di traffico d’armi e di rifiuti nucleari, o propriamente materiali nucleari per la costruzione di bombe atomiche. La magistratura non ha fatto mai chiarezza sulla vicenda e la procura di Roma più volte è stata vicino all’archiviazione del caso. Chissà se a breve saranno svelate nuovi segreti sul caso.
Ricordiamo sempre questa donna, questa professionista che per amor di verità ha dato la sua vita, e chiediamo giustizia per Ilaria e il suo operatore Miran Hrovatin.

Documentario Rai consigliato Ilaria Alpi – L’Ultimo Viaggio


Nella nostra nazione scorre un fiume di fango, di acque torbide dove si nascondono collusioni e traffici di vario genere. Dove il profitto è più importante di qualsiasi vita.

Ci batteremo anche per questo, per far tornare quel fiume trasparente.

Sovranità Italiana – Informare per cambiare

Immagine Di Madamemasked – Opera propria, CC BY-SA 4.0

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